La Stagione delle Diete

Il medico del futuro non prescriverà medicine,
invece motiverà i suoi pazienti
a prendersi cura del proprio corpo
con una corretta alimentazione.
(Thomas A. Edison)

Riprendo un vecchio argomento, dopo che per più di un anno siamo ancora alle prese con il Coronavirus.
Durante questa pausa forzata i suoni della natura si sono amplificati. Come sempre, il lavorio incessante della natura accende il lumicino di speranza. Speriamo si riesca finalmente ad attraversare in questo periodo dell’anno una rivoluzione che faccia bene al corpo. Ma anche all’anima. E che finalmente si possano risvegliare energie da tempo sopite.

Cancella il trauma del risveglio con queste dritte salva-giornata - Men's  Health Italia

Uffa! Driiiiiiiiiiiiin. Che suono penetrante ha questa sveglia…

Peccato, stavo dormendo così bene! Una girata e rigirata nel letto, una generosa stiracchiata delle braccia, uno sbadiglio, poi una stropicciata di occhi.

Ora la dinamica del risveglio è più decisa, agile, armonica. Una bella rinfrescata e via a fare colazione, di pieno gusto. Il corpo adesso è pronto a vivere una giornata di intensa attività.

In primavera avviene proprio questo, il risveglio da una lunga notte.

Sebbene l’uomo, diversamente dagli altri esseri viventi, viva freneticamente anche in inverno, è pur sempre una creatura la cui natura non è troppo dissimile da quella delle altre.

Di questo conserva un retaggio e, pur non risvegliandosi dal letargo, fa fatica ad adattarsi al cambiamento di stagione, al nuovo clima e sente il bisogno di dormire, come avviene ogni mattina quando sappiamo che “dobbiamo” alzarci.

Nella nostra memoria biologica, nei bioritmi remoti, vi è il ricordo di una natura che d’inverno riposa, rallenta. Ed allora, in primavera ci risvegliamo da una sorta di torpore biologico.

RISVEGLIO DI PRIMAVERA E WALKING IN NATURA - PugliAMICA

Tuttavia questo risveglio, vissuto con una certa fatica, ci introduce nello splendore di una natura che tutta intera rifiorisce e manifesta la sua gioiosa vitalità.

Meravigliosa primavera! I prati di erba verde partoriscono fiorellini di campagna. Tanto anonimi quanto variegati nella loro festosa cromaticità. I colori diventano l’acquerello delle nostre giornate.

Tutto si riveste di una luce più chiara, più intensa. Gli alberi sono espressione di vita allo stato puro, ripopolati di fresco fogliame e fitti di fiori profumati che sembrano concepiti per il risveglio dei sensi.

La neve delle montagne si scioglie e alimenta fragorosamente sorgenti e ruscelli di acque fresche e pure, destinate ad arricchire la portata dei fiumi.

Se la primavera non fa più rondini: un progetto per farle tornare in  Brianza - Cronaca Monza

La fauna ripopola il suo habitat, la vegetazione cresce velocemente nei prati e per i boschi, mentre stormi di uccelli sorvolano il rinnovato panorama della natura. I piccoli insetti si muovono goffamente tra i fili d’erba, mentre intorno sfrecciano le lucertole.

I bambini escono sui campi nelle ore pomeridiane che vedono finalmente prolungarsi la durata della luce, rinviando a un ora più tarda i compiti scolastici, dando giocosi calci al pallone ed elaborando le fantasie di un sano agonismo sportivo.

Le ragazze si adagiano sull’erba con i loro abiti a fantasie floreali, respirando i profumi di un amore che corre nell’aria come un irresistibile fluido vitale.

Reminiscenze di un piccolo mondo antico?

Chi scrive queste righe di “primavere” ne ha accumulate un bel po’, ma esse, quantunque ora meno brillanti di un tempo, conservano ancora tutto il loro fascino, il loro senso di una vitalità rinnovata, gioiosa, speranzosa.

La primavera è la stagione che esprime perfettamente il rinnovarsi del ciclo della vita, che rinasce, che afferma se stessa. E’ la stagione delle diete! Del resto i medici della scuola salernitana già ammonivano: “Quando regna primavera, usa tavola leggera”.

Dieta di primavera? Depuratevi! Qualche consiglio sull'alimentazione

Ma primavera, in tutte le culture, è il periodo del rinnovamento e della purificazione dalle scorie invernali. L’argomento “depurazione” mette in sintonia tutte le espressioni della medicina naturale con la tradizione medica occidentale, che in questo periodo recupera le energie ed il buon umore: purghe, diete specifiche, riposo, aria buona all’aperto, attività fisica moderata ed un po’ di svago.

Non casualmente, la natura porta a maturazione proprio in questo periodo piante “depurative”: carciofo, tarassaco, asparago, lattuga, radicchio, cicoria, crescione, ravanelli, rape, bardana, bietole, carote, insalate a foglia verde ricche di clorofilla, le prime fragole e ciliegie.

Per vincere la sfida primaverile ci vuole “fegato”, il grande depuratore dell’organismo! Esso degrada le tossine rendendole idrosolubili e quindi più facili da eliminare per i reni, che completeranno il processo di disintossicazione.

Poiché la natura è sempre vincolata alla stagionalità, ad assistere in questo periodo il fegato ci sono le piante dal sapore amarognolo, che da sempre richiamano al bisogno di disintossicarsi ed eliminare le scorie.

Grande spazio va dato anche ai legumi freschi, alla frutta e verdura ed agli ortaggi di stagione che, grazie alla intrinseca acqua biologica e al corredo generoso di sostanze antiossidanti, aiutano ulteriormente l’ eliminazione delle scorie accumulate durante l’inverno.

Anche i metodi di cottura devono adeguarsi al ritmo delle stagioni. Non è più tempo di fritti, di stufati, di bolliti. La primavera richiede cotture rapide e leggere, al vapore, in pentola a pressione.

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Tornando alle diete: se si devono perdere solo 3-4 Kg, per lo più di significato estetico, è sufficiente il fai da te e soprattutto un po’ di moto.

Se l’obiettivo è più ambizioso e di pertinenza salutistica, meglio avvalersi dell’apporto degli specialisti, che, se esperti, confezioneranno una dieta su misura che stimoli l’autoadattamento alla variazione del clima.

Il successo terapeutico non sarà impossibile da raggiungere, purché impostato in maniera dolce e lenta.

Solo in questo modo la sensazione di benessere portata dalla primavera, grazie anche alla luce più duratura e all’aumento della temperatura che stimolano la secrezione di endorfine, si rivela una preziosa alleata.

Insomma, spero di essere stato chiaro: ti aspettiamo alle terme, per un nuovo e totale “rinascimento”. Anche del corpo.

L’argomento “dieta” sarà affrontato ancora la prossima settimana.

IL SONNO

Seconda puntata

Poter addormentarsi quando si è stanchi
e poter deporre un peso che si è portato per tanto tempo,
è una delizia, è un fatto meraviglioso.
(Hermann Hesse)

I disturbi del sonno sono una fatalità? La risposta è: NO.

Conoscere i meccanismi che regolano il riposo notturno aiuta a mettere a punto strategie efficaci.

Per favorire il sonno notturno sono raccomandati pasti leggeri, ma non proprio frugali, così da togliere l’appetito senza appesantire la digestione. Evitare le bevande contenenti caffeina sostituendole con tisane rilassanti, che, pur non esercitando un effetto immediato e diretto sul sonno notturno, entrano a far parte di una specie di rito di preparazione, svolgendo una proficua azione psicologica.

Tisane per Dormire: Ingredienti e Preparazione

La cara vecchia camomilla va sempre bene, ma sono utili anche le tisane al tiglio, alla passiflora, alla melissa, tra l’altro tutte gradevoli al palato. Evitare di bere alcolici, nonostante, secondo le credenze popolari, si reputi che facilitino il sonno. L’alcol è sedativo nel breve termine ma, alla lunga, fa aumentare la frequenza dei risvegli notturni. Occorre rinunciare a cibi molto conditi, saporiti e salati, che obbligano a svegliarsi per bere.

Anche lo sport serale andrebbe evitato: il movimento fisico determina la produzione nel cervello di sostanze che ostacolano il riposo. E’ consigliabile invece svolgere attività fisica durante la giornata perché lo sport aiuta a regolarizzare gli orari della fame e del riposo.

Mi ripeto: l’alternanza di sonno e veglia è regolata nel cervello da orologi interni come i nuclei soprachiasmatici dell’ipotalamo che regolano la melatonina. Quando la concentrazione della melatonina aumenta, la vigilanza cala e il cervello si prepara a dormire. Quando diminuisce, ci svegliamo. L’orologio biologico e la melatonina sono rimessi a segno ogni giorno da un maestro orologiaio: la luce, ovvero il modulatore del nostro tempo di sonno e della sua qualità.

Con la comparsa dell’elettricità, dell’illuminazione artificiale, della Tv, dei computer e poi dei tablet, insieme all’esplosione degli smartphone e di altri dispositivi elettronici, è ormai necessario accettare il fatto che la nostra retina sia colpita per parecchie ore al giorno dalla luce, soprattutto quella a dominanza azzurra degli schermi del computer.

Dormire senza rischi.

La sveglia che vorrai per il tuo risveglio - Magup

La prima cosa da fare per ricominciare a dormire in modo corretto. Senza dubbio, la più importante, è alzarsi ogni mattina sempre alla stessa ora, fine settimana compresi. Oltretutto, il fatto di alzarsi presto la mattina, anticipando la sveglia di circa 15-30 minuti, è una buona regola di condotta generale. Ciò vale anche dopo una notte in bianco. Gli effetti benefici che la luce intensa esercita al nostro risveglio sono generalmente ben attestati.

L’esposizione ad una illuminazione intensa nelle prime ore del mattino ha un effetto stabilizzante sull’orologio biologico. La luce ambiente, eccitando la retina, invia un segnale a questo orologio allo scopo di rallentare per opera dell’epifisi, la produzione di melatonina, ormone del sonno.

Per questa ragione le fonti di luce artificiale (schermo di computer, telefoni, televisione o luce proveniente dall’illuminazione pubblica) devono essere strettamente sorvegliate.

Si raccomanda altresì di svolgere un po’ di esercizio fisico mattutino e di fare una colazione abbondante.

Nel corso della giornata una siesta potrebbe essere la benvenuta, purché non superi i 20 minuti. E’ buona regola evitare di entrare nei ritmi del sonno profondo riservati alla notte.

Quali sono le Fasi del Sonno e come influenzano il tuo riposo

Di sera è altrettanto importante coricarsi sempre alla stessa ora. E’ proprio nel corso delle prime 3 ore che si verifica il sonno riparatore. Da precisare però che si tratta delle prime 3 ore a partire dall’ora in cui si va a dormire abitualmente. Così, se una persona che di solito va a dormire alle 10 e mezza di sera si corica invece una sera a mezzanotte e mezza, perde 2 di queste 3 preziose ore di sonno.

L’ambiente in cui si dorme deve essere poi favorevole al riposo notturno: silenzio, calma e penombra. Quando una camera da letto trasmette un senso di pace e sicurezza, il nostro sistema nervoso si dispone più facilmente al riposo. Anche i rituali della sera, un po’ come quelli che si mettono in atto con i bambini, fatti di simpatici pupazzi di peluche o di stoffa da mettere nel letto del piccolo per farlo sentire meno solo e di letture di storie per i bambini un po’ più grandi, fanno parte anch’essi della creazione di un’atmosfera favorevole.

Troppo spesso le persone a letto fanno tutt’altro che dormire: mangiano, bevono, guardano la Tv, lavorano, sferruzzano a maglia. Tutte queste abitudini potrebbero sembrare insignificanti, ma il sonno è una questione di condizionamento: quando un luogo è associato al sonno, già il semplice fatto di entrare in quel posto prepara il cervello a dormire.

Per ogni disturbo del sonno si dovrebbe fare ricorso al metodo di trattamento più appropriato. Quello più utile, in un primo momento, è prendere coscienza delle proprie difficoltà. Sono approcci convalidati le terapie comportamentali e cognitive che permettono di sbarazzarsi delle proprie credenze erronee in tema di sonno e soprattutto dell’ansia da prestazione. “Devo assolutamente dormire per essere in forma domani” è un pensiero ricorrente in chi ha difficoltà ad addormentarsi, che alimenta il circolo vizioso dell’insonne.

Ci sono consigli soft, “alternativi”?

9 consigli per dormire meglio

Una via da esplorare è la meditazione in piena coscienza: in fondo dormire bene è anche una questione di apertura mentale.

Valeriana, Escholzia, passiflora, tiglio, camomilla, etc…?

Non si tratta di rimedi miracolosi, tuttavia il sonno è un’alchimia che riunisce diversi ingredienti, e non è da trascurare un piccolo aiuto da parte delle piante.

Terapia farmacologica

Tra le varie soluzioni ci sono anche i sonniferi farmacologici (benzodiazepine, farmaci Z o Z Drugs) che però non andrebbero mai prescritti come prima soluzione.

Sarebbero da riservare ad insonnie transitorie di cui si riconosce la causa, come ad esempio il jet lag, responsabile delle fastidiose conseguenze del cambiamento di fuso orario nei voli aerei su lunga distanza.

Il termine sonnifero si fonda su un inganno intellettuale: “somnus”, sonno e “ferre”, portare. Invece la perdita di coscienza che segue all’assunzione di un sonnifero è una leggera anestesia, non un vero sonno, che, di conseguenza, non è in grado di procurare i benefici prodotti dal riposo notturno.

I sonniferi fanno dimenticare al paziente che non ha riposato bene, mentre il suo corpo e il suo cervello ne subiscono le conseguenze.

Prima di fare ricorso ai farmaci a tempo indeterminato, che hanno comunque la spiacevole conseguenza di creare assuefazione, si devono adottare tutti gli accorgimenti semplici e utili per tornare a dormire. Insomma, il sonno deve essere sufficiente a recuperare le forze, ad avere una buona concentrazione, a evitare i principali rischi associati, sonnolenza diurna compresa.

Buon sonno ristoratore!

Come prepararsi alla prova costume in vista dell'estate - Paginemediche

La prossima settimana iniziamo a suggerire di portarsi avanti con la prova bikini perché è giunta la stagione delle diete. Magari, associando la dieta alle cure termali.

Aprile dolce dormire

“Se il sonno non è una funzione vitale dell’organismo,
rappresenta il massimo errore che abbia commesso l’evoluzione”
Allan Rechtschaffen

100】Frasi Belle sul Mare ▷ Aforismi e Citazioni sul Mare

Sentivo la pelle tendersi fintantoché l’acqua salmastra si asciugava sul mio viso. Le ciabatte da mare impedivano di correre con scioltezza e nuvole di polvere mi accompagnavano mentre percorrevo la strada di campagna. Il mio corpo, caldo per la giornata passata al sole, mal sopportava la maglia di cotone, anche se solo poggiata sulle spalle. La luce del cielo cambiava di colore passando dall’arancio del tramonto al violetto degli ultimi riverberi di luce all’orizzonte, mentre mi avvicinavo a casa. Il chiarore della luna accompagnava i miei ultimi passi, accompagnati dal sollievo di mia madre che, quasi come la vedetta di deamicisiana memoria, mi attendeva alla finestra del piano più alto di casa, rivolta ad est, verso il mare.

Mi voltavo un’ultima volta, prima di entrare, a guardare quella distesa d’acqua, quasi inghiottita dal buio se non fosse stato per la luce della luna. Mi vedevo ancora correre con i miei amici, a rotolarci nella sabbia bollente o a tuffarci in mare in cerca di refrigerio.

Poi, come sempre, il rituale del “mettersi in ordine“ per una cena che era anche l’abbraccio di un amore mai sazio, negli sguardi di mio padre, stanco per il lavoro, e di mia madre, tenera portatrice di quell’ansia che accompagna tutti i genitori nell’immaginare il futuro dei figli. Dopo cena salivo al piano superiore, alla finestra di “vedetta”, per un ultimo sguardo verso il mare. La luce di lampare solitarie si aggiungeva, nel buio della notte, allo scintillio delle stelle.

Infine, la stanchezza prendeva il sopravvento e, esausto, scivolavo in un sonno profondo tra le lenzuola fresche di bucato.

adolescente insonne più propenso al malumore ricerca

Dormire

Quando dormiamo tutto il corpo riposa. La temperatura e la pressione sanguigna diminuiscono, la respirazione ed il polso rallentano, la coscienza gradualmente si dissolve. Ma il nostro cervello rimane attivo. Tutti hanno bisogno di dormire. Come la fame, la sete, il desiderio sessuale, anche il sonno è una necessità fisiologica universale. Del resto, passiamo in media un terzo della nostra vita a dormire. Per ironia della sorte, proprio oggi, mentre le scoperte insistono sulla necessità di un buon riposo per il funzionamento ottimale del corpo e della psiche, le persone passano meno tempo nelle braccia di Morfeo.

La sonnolenza

Quello della sonnolenza può essere un piacere particolare a cui abbandonarsi, quando possibile. Purtroppo i ritmi frenetici odierni lasciano poco margini al riposo. Più ce lo facciamo mancare, più ne abbiamo un disperato bisogno.

L’insonnia

Sonnolenza diurna: i migliori rimedi naturali - Vivere più sani

L’insonnia è una compagna di viaggio pericolosa, che colpisce sempre più persone. Sarebbe opportuno distinguere: una fase temporanea, dovuta a turbamenti, ansie e che potrebbe sparire da sé una volta che i problemi personali si sono risolti. Oppure, può diventare una condizione cronica, alla quale ci si adegua senza più rendersi conto che si stanno sottraendo ore preziose alla propria salute.

Recenti ricerche indicano che gli italiani dormono troppo poco e sono insoddisfatti della qualità del riposo notturno. I momenti dell’anno di maggiore difficoltà, riguardo al sonno, coincidono con i cambi di stagione, in quanto i mutamenti delle ore di luce e di buio, assieme al passaggio dall’ora solare a quella legale e viceversa, scombussolano l’orologio interno del nostro corpo.

La scienza ha scoperto che molti aspetti della nostra fisiologia ne traggono enorme beneficio: dall’apprendimento al consolidamento della memoria, fino al funzionamento ottimale del sistema immunitario e all’equilibrio ormonale dell’organismo.

Chi dorme poco avrebbe inoltre una maggiore predisposizione all’obesità per una disregolazione sull’appetito. Dormire poco implica un aumento di peso in quanto le sostanze ormonali coinvolte nella regolazione della fame, come la leptina, la grelina e la adiponectina, sono soggette ad un andamento ciclico, variando in funzione delle ore della giornata e della quantità di luce cui è esposto l’organismo.

Inoltre e sempre a livello del sistema endocrino, la mancanza di sonno riduce la sensibilità del corpo all’azione dell’insulina, ormone prodotto dal pancreas coinvolto nella regolazione della glicemia. L’ormone della crescita svolge un ruolo di sintesi proteica e anche di lipolisi nel corso delle prime tre ore di sonno (il nocciolo duro di sonno): in altre parole, dormendo cresciamo.

Il sonno favorisce l’eliminazione delle scorie dal cervello, compresa la famosa proteine beta amiloide, che forma le placche tipiche della malattia di Alzheimer.

La mancanza di sonno altera le funzioni cognitive, come la memorizzazione, la gestione delle emozioni e l’acquisizione delle nuove competenze. In pratica esso stabilizza i nostri ricordi impedendone che si deteriorino e si è riscontrato che dopo un apprendimento adeguato la possibilità di dormire favorirebbe la stabilizzazione, il consolidamento,  l’integrazione e l’analisi del ricordo.

Quando siamo privati delle giuste ore di sonno, memorizziamo più ricordi tristi che felici, con il rischio di avere un’immagine più distorta della realtà e potenzialmente deprimente. E nei bambini, di solito, la cura dell’insonnia riduce i sintomi dell’ADHD.

Insonnia: l'ora in cui ci sveglia è importante per capirne il motivo -  Radio Monte Carlo

Sistema immunitario: in caso di deprivazione del sonno, il sistema immunitario è incapace di funzionare correttamente per lottare contro le malattie. Alcuni studi hanno appurato per esempio che una vaccinazione è meno efficace se seguita da una notte in bianco.

Le donne hanno generalmente una più spiccata sensibilità ed emotività, il che le rende più facilmente esposte all’influsso di piccoli eventi che, a loro volta, possono alterare il ritmo del sonno. Con gli anni, il meccanismo che regola il sonno tende ad “arrugginirsi”, motivo per cui gli anziani sono più soggetti ai microrisvegli.

La prossima settimana vi fornirò alcuni consigli su come organizzarsi a ritrovare il sonno perduto. E perché no, magari alle terme.

Il Digiuno

Digiuno nelle diete: fa bene o fa male? - Wired

Il digiuno cura le malattie, inaridisce gli umori corporei,
mette in fuga i demoni, libera da pensieri impuri,
rende la mente più chiara e più puro il cuore,
santifica il corpo e solleva l’uomo al trono di Dio.
(Ateneo di Naucratis).

Oggi vorrei parlarvi del digiuno al di là del significato spirituale.

Esso è al centro di numerose e recenti ricerche, con l’obiettivo di dimostrare i benefici di una drastica restrizione calorica sia in ambito preventivo sia come  trattamento terapeutico di svariate patologie. Per alcuni tuttavia il rinunciare al cibo per un determinato periodo di tempo è diventata una vera e propria moda,  spinti dall’idea che questo sia un metodo efficace per dimagrire.

Ma secondo te è davvero così? Quali, gli eventuali benefici del digiuno?

Trattasi di una pratica che permette all’organismo di riposarsi, di dedicarsi esclusivamente al proprio equilibrio e alla propria rigenerazione, liberando il corpo dalle sostanze tossiche. Durante il digiuno, il corpo va in “riserva energetica” attivando una serie di segnali biochimici.

All’organismo perviene il messaggio di ridurre il consumo di energia e di attivare meccanismi di ”autofagia”, per cui le cellule, affamate, sono costrette a “mangiare sé stesse”, eliminando ciò che non serve o è danneggiato, per ricavarne energia. Siccome il corpo necessita di meno energia per la fase digestiva, ne rimane molta di più per l’eliminazione delle scorie. L’apporto energetico deriva dalle scorte di zuccheri e quando queste non sono più disponibili, si passa ai depositi lipidici.

Anche in virtù della restrizione calorica il digiuno intermittente agisce positivamente a livello metabolico, stabilizzando i livelli di glicemia, favorendo l’aumento dell’ormone della crescita che a sua volta promuove incremento della massa magra muscolare.

Il digiuno fa bene a sesso e concentrazione, ecco perché - Corriere.it

Inoltre attiva le sirtuine, proteine che migliorano la resistenza allo stress e sono implicate nei processi che causano l’invecchiamento cellulare e che favoriscono la longevità. Recenti studi hanno dimostrato che il digiuno intermittente promuova anche il benessere del microbiota».

E’ stato altresì più volte dimostrato che durante il periodo di astinenza dal cibo, si riduce notevolmente la glicemia, gli stati infiammatori ed il grasso addominale.

Ribadisco che il digiuno non è adatto a tutti, anzi, è rigorosamente sconsigliato a soggetti affetti da patologie severe, ai ragazzi in crescita, alle donne in gravidanza e alle persone anziane: non va mai intrapreso senza aver consultato uno specialista.

Se ci si prefigge lo scopo di dimagrire, il digiuno risulterà inefficace, se non si cambiano le errate abitudini alimentari precedenti.

Digiunare provoca comunque stress fisico e mentale. Il digiuno di per sé viene considerato un segnale “ormetico”, ovvero uno stress che porta le cellule a sviluppare dei meccanismi di rafforzamento (vi è una similitudine con l’allenamento sportivo). Sarebbe opportuno valutarlo alla stregua di uno stile di vita e non di una dieta e che possa essere considerato anche un pungolo che acuisca la nostra capacità di ascoltarci in modo che si possa distinguere la vera fame da quella falsa e scatenata da fattori emotivi.

Sono diverse le modalità in cui si può praticare il digiuno.

Digiuno intermittente: tutto sulla dieta che piace ai vip

DIGIUNO INTERMITTENTE

Il digiuno intermittente è da molti considerata la pratica migliore. Per alcuni esso è una modalità più facile da gestire rispetto al controllo costante quotidiano dell’apporto calorico.

Si differenzia dalle tecniche basate propriamente sul digiuno, perché non si basa solo sulla restrizione calorica ma sull’alternanza di fasi di digiuno a fasi di normale alimentazione, scandite da ritmi precisi.

Lo schema alimentare alterna periodi di digiuno a periodi di non digiuno.

Tutte queste pratiche indicano solamente il periodo di tempo in cui si deve realizzare il digiuno, ma non si concentra sugli alimenti da consumare in questa finestra nutrizionale.

E’ facilmente intuibile che tutte queste pratiche non serviranno a nulla se poi si consumano alimenti ultraprocessati, con molti grassi saturi, zuccheri e sale. Per ricavarne tutti i benefici dobbiamo basare la nostra nutrizione su una alimentazione equilibrata, salutare e che si rifaccia al modello “dieta mediterranea”

DIGIUNO NOTTURNO

Mangiare di notte fa bene? | Ohga!

Metodo che consiste nel realizzare periodi di digiuno tra le 10-12 ore notturne. Si tratta fondamentalmente di non ingerire nulla di solido durante le ore notturne e così si darà al nostro organismo il tempo di portare a termine il ciclo quotidiano di eliminazione delle tossine. Ciò favorirà la riduzione dell’immagazzinamento dei grassi e la restaurazione completa delle funzioni digestive. La chiave del digiuno notturno sta nel cambiare l’orario dei due pasti principali. Basta anticipare la cena e posticipare la colazione.

La cosa migliore è cenare tra le 20 e le 21 della sera e fare colazione tra le 9 e le10 della mattina per non mettere in moto il nostro apparato digerente fino a quando non siano passate 10-12 ore da quando abbiamo cenato.

ALTRE MODALITA’ NEL PRATICARE IL DIGIUNO INTERMITTENTE.

12/12 è un metodo che consiste nel digiunare per 12 ore di seguito, mentre per le successive 12 ore è permesso mangiare. Sarebbe opportuno cominciare col metodo del 12/12 e poi, se ben tollerato, continuare con metodi un po’ più rigidi.

16/8 è un tipo di digiuno tra i più praticati. Tale modalità è più rigida di quella precedente. Consiste nel restringere il periodo di alimentazione ad un lasso temporale di 8 ore, mentre aumenta il lasso temporale del digiuno fino a 16 ore.

Cronodieta: mangiare all'orario giusto fa dimagrire

18/6: si tratta di un digiuno di 18 ore e di un periodo di alimentazione di 6 ore. La modalità più severa rispetto a quelle finora presentate e non da tutti tollerata.

20/4 è il metodo in assoluto il più rigido e il lasso temporale dell’alimentazione si riduce a 4 ore, mentre 20 sono le ore del digiuno.

5:2 realizzando questo tipo di digiuno, si conduce un’alimentazione normale 5 giorni alla settimana, mentre gli altri 2 giorni si restringono le calorie tra le 400 o le 600 kcal al giorno.

4:3 per praticarlo, occorre mangiare normalmente per 4 giorni alla settimana, ma ridurre la calorie fino a 400-600 kcal al giorno per i restanti 3 giorni.

24 ore o OMAD (Acronimo “One Meal a Day”, ovvero un pasto al giorno). E’ una forte estremizzazione del concetto di digiuno intermittente. Porta a stare a digiuno per 23 ore di fila e consumare un abbondante pasto in 60 minuti, per esempio si cena alle 20.00 e poi non si mangia più fino alle ore 20.00 del giorno dopo.

Digiuno a giorni alterni (ADF): si tratta di alternare il giorno in cui il limite energetico è del 75%, noto come “giorno del digiuno”, e il “giorno dell’alimentazione”, durante il quale si mangia normalmente.

Da segnalare infine un modello alimentare proposto dal professor Valter Longo, che si avvicina al digiuno, ma non lo è. Pare induca gli effetti del digiuno, molto più praticabile del digiuno stesso. Prevede una restrizione calorica di 5 giorni ogni 3-6 mesi: Dieta Mima Digiuno.

Cosa si può bere o mangiare durante il digiuno intermittente?

E’ necessario distinguere il momento del digiuno da quello in cui è concesso mangiare: nel primo caso ogni alimento che apporti calorie renderebbe vano lo sforzo, ma è possibile assumere bevande senza zuccheri aggiunti come tè, tisane, acqua o caffè. Nelle ore in cui è permesso mangiare è tuttavia essenziale che i pasti siano equilibrati e bilanciati, privilegiando verdura, frutta, cereali integrali, legumi, pesce, tagli di carni magre ed un uso adeguato di grassi buoni, come l’olio extravergine d’oliva.

La prossima settimana affronteremo il tema del sonno primaverile (aprile dolce dormire!) e vi voglio tutti belli svegli

Apatia primaverile, le 8 cure per combatterla - la Repubblica

Digiuno prepasquale

Nel cenacolo, consapevole della sua morte imminente, Gesù,
vero Agnello pasquale, offre se stesso per la nostra salvezza.
Pronunciando la benedizione sul pane e sul vino,
Egli anticipa il sacrificio della croce e manifesta l’intenzione
di perpetuare la sua presenza in mezzo ai discepoli:
sotto le specie del pane e del vino,
Egli si rende presente in modo reale
col suo corpo donato e col suo sangue versato.

(Papa Benedetto XVI)

Non riuscivo ad intuirne il senso. Guardavo i miei genitori, i nonni e gli altri, con aria interrogativa, senza domandare nulla. Nella stanza, l’enorme tavolo di legno massiccio, dai piedi intarsiati con motivi floreali, che ogni giorno si adornava di piatti, posate, bicchieri e di tutte le cose necessarie per il pasto, si mostrava nudo e vuoto, privato della sua funzione primaria. Riaffiorava allora la tradizione, con le sue regole inflessibili eppur ricche di valori.

Unica eccezione a questa “austerità” eravamo noi bambini cui non si negava il dovuto. Ma io continuavo comunque a non farmene una ragione.

Che senso c’era in questo rituale vissuto dagli adulti con tanta partecipazione? Le più scrupolose a riguardo erano le donne, tra tutte mia nonna Agata, che, come sempre, impartiva ordini ai quali neppure mio nonno osava opporsi.

La solennità dell’evento, i silenzi fatti di soli sguardi, il senso dello stretto necessario, affinché l’individuo intuisse e realizzasse il significato e il valore di certe scelte e, soprattutto, il rispetto per Colui al cui insegnamento si dovrebbero uniformare i nostri comportamenti.

La giornata trascorreva così, in un’atmosfera surreale fatta di poche parole, ma soprattutto di occhiate e gesti che valevano più di mille discorsi o spiegazioni. Poi verso sera ci si riuniva tutti, anche noi piccoli, in una stanza per iniziare la recita del Santo Rosario. A quel tempo non comprendevo. Ricordo la noia e la voglia di noi bambini di fuggire per andare a giocare. Ora il senso e la pratica del digiuno pasquale sono rinchiusi nell’archivio delle tradizioni del passato e, con esse, tutto ciò che caratterizzava quella giornata particolare.

Tutti questi aspetti, nei nostri tempi, si son via via affievoliti se non sono del tutto scomparsi, assieme ai valori presenti nelle famiglie patriarcali che si ritrovavano intorno ad un braciere acceso, attorniati da bambini e nonni. Allora non capivo perché lo si facesse, ora non giustifico il fatto che non lo si faccia più!

Quaresima

Un digiuno genuino purifica il corpo, la mente e l’anima.(Gandhi)

Quaresima: tempo di riflessione e digiuno. Digiuno affinché lo spirito riesca finalmente ad emergere e ad espandersi per raggiungere la coscienza dell’individuo e renderlo consapevole del suo ruolo nel creato.

L’odierna società consumistica non contempla più l’idea di tale pratica, forte del suo credo commerciale, e ci ha portato ad una progressiva perdita delle tradizioni. Si osserva sempre di più il crescere di patologie legate alla sovralimentazione: diabete, malattie metaboliche, patologie cardiovascolari etc…Il giusto equilibrio di un’alimentazione che rispondeva alle esigenze materiali rapportate all’attività lavorativa è andato malamente adattandosi ai canoni di un’alimentazione legata al gusto del falso fatto di coloranti, edulcoranti e di mille altre diavolerie partorite dalla fervida inventiva delle industrie alimentari, che, giocando sul contenuto di zuccheri e grassi, fanno a gara per rendere i cibi sempre più “appetibili”. Ed un consumo continuo ed eccessivo di alimenti appetitosi e saporiti è uno dei fattori chiamati in causa nella genesi dell’eccessivo introito calorico e dell’obesità. Questo si manifesta nelle pratiche che coinvolgono i circuiti del piacere, della ricompensa, del controllo del comportamento.

Un’alimentazione equilibrata dovrebbe fornire il tanto che basta senza provocare sofferenza all’organismo per un ridotto o, al contrario, un eccessivo apporto di nutrienti. In entrambi i casi ci troveremo di fronte ad un problema di cattiva alimentazione.

La fisiologia del “buon vivere” è facilitata dal digiuno?

L’organismo umano è un sistema delicato e complesso che assume, con la dieta, i principi necessari al suo funzionamento ma, al contempo, deve liberarsi delle scorie che si producono durante i processi metabolici. Quando questa partita di ping pong tra prendere e lasciare si sbilancia, l’alimentazione diventa scorretta.

Nelle società occidentali, oggi come oggi, l’alimentazione è sbilanciata in senso iper. Ci sovralimentiamo con pasti ipercalorici anche se fatti di piccole porzioni, facciamo troppo uso di conservanti, addensanti, coloranti ed altro. E l’organismo si affatica, si intossica. Il superlavoro dell’intestino è tale da offuscare quello del cervello pensante. Ed ecco allora comparire la sonnolenza post-pranzo, la difficoltà di concentrazione, l’insonnia o la presenza di un sonno non più ristoratore.

In tale ottica, il digiuno quale pratica medica, che non contempla quello assoluto, è un concetto espresso già in Paracelso nella “Vis medicatrix Naturae” e sviluppato fino alle attuali osservazioni sui meccanismi di autopulizia, studi che sono valsi allo scienziato giapponese Ohsumi nel 2016 il Nobel per la medicina.

Un digiuno modificato è un atteggiamento che, oggi più che in passato, ha senso riconsiderare alla luce di una filosofia del “buon vivere”. Durante tale periodo avremo l’accortezza di fare un unico vero pasto giornaliero, magari con uno spuntino mattina e sera; introdurre molti liquidi, possibilmente a basso residuo fisso; sollecitare i processi di detossificazione, anche con un corretto rapporto tra moto e quiete; avere l’accortezza di utilizzare alimenti sani e naturali possibilmente di stagione e non manipolati.

Vedremo così rinascere il nostro “IO”, miglioreranno le funzioni delle papille gustative, i processi digestivi, il tono e l’aspetto dei tegumenti e degli annessi, calerà lo stress e con esso le contratture muscolari e soprattutto la mente sarà molto più libera e pronta all’ideazione e più propensa nel momento del riposo. Non si tratta solo di scelte alimentari, ma di stili di vita umili, coerenti e sobri. Ci è chiesto di digiunare non per disprezzare il cibo ma per sottolinearne ancor di più il valore.

Indispensabile , per i pazienti, è la direttiva di non sottoporsi spontaneamente a periodi di digiuno senza un adeguato supporto medico.

Sia ben chiaro, il cibo non va demonizzato. Esso è vita e voglia di vivere e di rapportarsi. Oltre alla funzione puramente materiale, gli alimenti hanno una componente affettiva fatta di colori, sapori e odori che ci riportano a situazioni più o meno piacevoli già vissute, un déja vu capace di evocare sensazioni sopite sul letto del nostro cervello più antico. Pronte ad essere risvegliate al primo nascere dei ricordi, anche a distanza di anni. Il segreto non è dunque nel non mangiare, ma nel come, cosa, quanto, o quando mangiare. Ad ogni buon modo un piccolo digiuno, una volta l’anno, in ricordo di chi per noi ha sacrificato la propria vita, non è una pena così grande.

Non trovi?

La prossima settimana parlerò del digiuno come pratica medica.