
Amici e amiche,
Siamo ancora nel cuore della giornata e, prima che il nuovo anno arrivi con i suoi brindisi, voglio concedervi un piccolo congedo dalla dieta e, udite udite, anche dal dietologo! Al bando bilance, calcoli e rimorsi. Potrei cominciare con il solito sermone o MANTRA sulle calorie, dirvi di fare attenzione, pronto a bacchettare.
Sapete una cosa? Stasera no! Stasera si contano i sorrisi e non le calorie. Non si pesano i piatti, si pesano i sapori e che la tavola unisca cuori e famiglie. La vita va anche assaporata, celebrata, gustata con una bella forchettata di felicità.
Il cenone di Capodanno è come una sinfonia gastronomica. Ogni piatto è uno strumento che contribuisce a creare l’armonia perfetta. C’è il capitone che suona le sue note salate, il tacchino che apre il balletto dei piatti succulenti e le lenticchie che ci cantano il loro inno alla prosperità. E poi, la frutta fresca, come piccole stelle brillanti che ci illuminano, e i dolci, veri e propri fuochi d’artificio che esplodono in bocca. Ogni piatto ci racconta una storia di famiglia, di tradizione. Ogni boccone è come un viaggio che ci porta lontano, in un mondo fatto di affetti, sapori e gioie.

Non possiamo certo tralasciare il panettone e il pandoro, quei dolci che, come carezze della pasticceria, ci accompagnano con la loro dolcezza e ci fanno sentire a casa. È come se ogni fetta di panettone fosse una piccola promessa di felicità.
Insomma, che il cenone del 31 sia un inno alla prosperità e alla tradizione! Auguro a tutti una tavola ricca e generosa: tra un capitone che sembra uscito da una palestra di body building e un tacchino ripieno di tutto tranne che di moderazione. E che dire ancora del pesce? Branzini che sembrano balene in miniatura, spigole che vi guardano come se foste voi a dover nuotare via e un’anguilla così lunga da doverla servire in due stanze. Sul fronte della carne, vi auguro arrosti dorati che fanno venir voglia di inginocchiarsi, cotechini così grossi da sembrare un monumento nazionale, e zampone che, per essere tagliato, richiede la motosega.

Ai più raffinati auguro ostriche da far arrossire un re, gamberoni grandi quanto un bambino e un’orata così perfetta da volerle chiedere un autografo.
Agli amanti del sushi auguro un buffet tanto ricco da far sembrare di stare in un ristorante di lusso a Tokyo: maki arrotolati con precisione chirurgica, nigiri che si sciolgono in bocca come un augurio di buon anno, e sashimi così fresco che i pesci sembrano ancora discutere se farsi mangiare o meno.
Per i più audaci: temaki lunghi quanto una cornucopia, uramaki così pieni di avocado e salmone che quasi si ribellano al riso, e gunkan che traboccano di sapori al punto da chiedervi di fermarvi per un applauso tra un boccone e l’altro.

Anche ai vegetariani auguro un trionfo di delizie: formaggi così cremosi che potrebbero far innamorare perfino un vegano. Caciotte grandi quanto cappelli messicani e parmigiani stagionati al punto da raccontarvi barzellette durante il taglio. Non dimentichiamo le uova, protagoniste silenziose ma fondamentali: frittate così alte da dover usare un ascensore per servirle, soufflé che sfidano la gravità e torte salate con ripieni così ricchi che sembrano avere un mutuo. Ma anche un’orgia di verdure al forno, in padella, in ogni modo possibile. A Capodanno tutto è concesso, tranne la noia! Auspico lenticchie che portano fortuna… e magari un po’ di pazienza per quando, dopo, cercherete di digerirle!”
Che il cenone sia inclusivo e gustoso, anche per i nostri amici vegani! A loro auguro un trionfo di piatti che dimostrano che la cucina vegetale non ha niente da invidiare: legumi così variopinti da sembrare un quadro impressionista, lenticchie che portano fortuna e sazietà e ceci che si trasformano in hummus cremosi da spalmare persino sui sogni. A chi cerca qualcosa di innovativo, auguro burger vegetali che sembrano rubati a una grigliata di lusso, formaggi vegani così sorprendenti da far dubitare la mucca, e seitan e tempeh marinati come star di una festa gourmet.

Tornando alle verdure: non le semplici insalate, ma trionfi di verdure ripiene, arrostite, glassate e cotte al forno con spezie esotiche che vi portano in giro per il mondo. Infine, quinoa e farro trasformati in piatti così ricchi che sembrano aver conquistato un’eredità! Sono convinto: essere vegani a Capodanno significa iniziare l’anno con leggerezza. Almeno fino al momento del dolce, quando anche il tiramisù vegano dimostrerà che la golosità non conosce limiti! Stravagantemente, che dire poi del sushi vegetariano o vegano? Alga nori croccante come il suono dei brindisi, roll con verdure così colorate che sembrano fuochi d’artificio e tartare di mango e avocado che vi fanno dimenticare che esiste anche il pesce. Insomma, un Capodanno da veri intenditori, con bacchette in mano e tanto wasabi. Ma occhio alle dosi: non vogliamo che il primo pianto del 2025 sia per colpa del piccante!

Un po’ di dolcezza, che il nuovo anno vi porti un trionfo di zuccheri e bontà! Vi auguro panettoni così grandi che necessitano di una gru per essere portati in tavola, farciti con creme al punto che il pandoro accanto sembra geloso. E il pandoro? Così soffice e dorato che sembra scappato da una favola di Natale, con una cascata di zucchero a velo che fa più neve di una settimana in montagna. Passiamo ai torroni: morbidi o duri, che si rompono con un morso o con un martello, traboccanti di mandorle e nocciole che sembrano raccolte da uno scoiattolo gourmet. E che dire dei dolci regionali? Struffoli che rimbalzano come coriandoli, roccocò che sfidano i vostri denti come una prova di coraggio e mustaccioli che vi fanno pentire di non aver lasciato più spazio nello stomaco.
Non dimentichiamo i dolci moderni: cheesecake al panettone, pandorini farciti con mascarpone al pistacchio e tiramisù reinventati in mille modi. L’unica regola è questa: a Capodanno, l’ultima portata deve essere così dolce che persino i rimpianti diventano caramellati!
Per brindare al nuovo anno, che la vostra tavola sia un tripudio di calici scintillanti! Vi auguro spumanti così frizzanti che i brindisi sembrino fuochi d’artificio liquidi, bollicine così eleganti da farvi sentire ospiti d’onore al cenone degli dèi, e prosecco che scorre come fosse una cascata di fortuna.

Agli amanti del vino omaggio rossi corposi che abbracciano il palato come una coperta calda e bianchi così freschi che sembrano un soffio di neve. Senza dimenticare i passiti, talmente dolci che il dessert si sente messo in ombra, e i vini da meditazione. Perché, dopo una bottiglia, la meditazione viene da sé!
Per chi vuole osare (ma non deve guidare!): superalcolici che trasformano ogni sorso in un’avventura epica. Whisky torbati che vi trasportano sulle colline scozzesi, gin aromatizzati che sanno di foreste incantate e grappe così robuste che servono anche da riscaldamento centralizzato.
Tuttavia, attenzione ai brindisi! Al primo si augura la felicità, al secondo la fortuna… al quinto si spera solo di ricordarsi il conto alla rovescia!
Ogni boccone è una celebrazione, ogni brindisi un augurio. Ogni dolce in più una scusa per dire “Inizio la dieta… ma dopo l’Epifania!” Buon anno a tutti e buon appetito!
Però, ricordarsi: ogni piatto in più sul tavolo è una promessa di dieta in più a gennaio. Ogni brindisi in più è un impegno che il dietologo diventerà il vostro migliore amico nel nuovo anno! Fissando obiettivi realistici.
PROSIT!

