Brassica est quae omnibus oleribus antistat;
eam esto vel coctam vel crudam.
(Ć il cavolo quello che supera ogni altro vegetale;
si può mangiare sia cotto, sia crudo).
Marco Porcio Catone,
De agri cultura, II sec. a.e.c.

CāĆØ una cosa che, quando entro in casa di amici o conoscenti, noto con una certa nostalgia: la mancanza di odori. Da bambino, quando andavo a fare visita a qualche famiglia, sentivo che ogni abitazione aveva un suo particolare odore, caratteristico, e quasi sempre intimamente legato alla cuoca di casa: la mamma.
A volte mi capitava di concentrarmi su quellāinsieme di aromi che si fondevano in un unico tratto, distintivo di quella famiglia, per cercare di individuarne gli ingredienti. Ecco dunque che a casa di Salvatore si respirava una fragranza di biscotti appena sfornati e frutta cotta, che si univa però allāodore tipico del minestrone. Dallāamico Giuseppe, che viveva in fattoria, si respirava aria di cotechino e panna di latte pronta per fare il burro, e cosƬ viaā¦
Ora non riesco più a fare questo āgiocoā. Non si cucina più e spesso non lo si fa più perchĆ© il fritto fa puzza, o perchĆ© mal si sopportano le fragranze di certe verdure, primo fra tutti quello del cavolo, seguito da quello della verza e cosƬ via.

Ricordo che nel piccolo appartamento dove vivevo da piccolo, stipato con la sorella a dormire in unāunica stanzetta e con un cucinino dove mia madre sostava per la maggior parte della giornata, mio padre aveva installato, in un terrazzo chiuso con i doppi vetri, una piccola cucina da campo dove si cucinavano quei cibi che altrimenti, cosƬ almeno mia mamma pensava, avrebbero ammorbato di un odore pesante e umido i muri di casa.
Invece io amavo quegli effluvi e mi sedevo su un piccolo sgabello ad osservare i riti della cuoca, respirando a pieni polmoni lāodore del cotechino che galleggiava a fuoco lento o annusando il profumo del cavolo mentre āsfrigolavaā in padella.
Giochi e pensieri di bambino, certo, ma adesso quando entro in una casa, priva di qualsiasi odore, anonima, mi sembra che manchi la vita e che il profumo artificiale di un deodorante abbia legato, come in un incantesimo, i padroni di casa, addormentandoli per sempre in una quotidianitĆ abitudinaria.
Buongustai ancor prima di nascere?
Fin dal secondo trimestre di gravidanza iniziano a funzionare le papille gustative. La dieta della futura mamma incide sulla composizione del sangue materno e, di conseguenza, influisce sul liquido amniotico, attraverso il quale il feto riceve i diversi stimoli gustativi.
I bambini riconoscono fin dai primi giorni di vita gli aromi tipici dellāalimentazione materna al punto che, normalmente, lāaroma di determinati alimenti capaci di modificare il sapore del latte (per esempio lāaglio) non disturba i lattanti la cui madre ha consumato quegli stessi alimenti durante la gravidanza.
E dopo?

Dopo lo svezzamento il bambino viene a contatto gradualmente con una grande varietĆ di alimenti, parallelamente allāevolvere delle sue capacitĆ digestive per lāarricchimento del corredo enzimatico.
Durante lāinfanzia si imprimono ulteriormente le iniziali esperienze percettive del gusto che verranno successivamente influenzate dal contesto sociale, culturale e ambientale.
EDUCARE AL GUSTO
Per educare al gusto il bambino ĆØ bene anche ricorrere ai meccanismi della suggestione sociale, proponendo gli alimenti sgraditi in un contesto comune, dove adulti o altri bambini dimostrino di apprezzarli.
Un esempio pratico: se un bambino non mangia la frutta, gli si può riservare un posto, durante la refezione scolastica, al tavolo con dei compagni che invece la apprezzano.
Successivamente, a casa, i pasti si consumeranno a televisore spento, non solo per ridurre lāimpatto di messaggi pericolosi, ma anche perchĆ© il rumore in sĆ© distoglie lāattenzione dal pasto e dalla sua degustazione, oltre a far percepire meno lāintensitĆ del gusto dolce e salato.

à certo però che per molti bambini alcune verdure, anche se sapientemente trasformate in una gustosa crema o minestra, sono state nemiche in duelli combattuti a spada tratta, o meglio a forchetta tratta.
Verso lāora di cena si ha fame, ma se dallāuscio penetra un vago odore di cavolo, di broccolo, di rape, allora ĆØ il giusto pretesto per sentirsi poco bene, aver nausea, mal di pancia, pur di evitare la penitenza del verde cibo. Crescendo, i gusti cambiano e generalmente si inizia sempre più ad apprezzare la genuinitĆ dei cibi freschi, salutari.
Testa di cavolo, …c’entri come i cavoli a merenda, …ma fatti i cavoli tuoi!

Mi riferisco al cavolo e allāintera famiglia delle crucifere (cavolfiore, broccoli, broccoletti, verze, cavolini di Bruxelles, cime di rapa).
Si ĆØ abituati a pensare che le verdure siano figlie esclusive della bella stagione: la primavera con i suoi boccioli, promesse di bontĆ che lāestate con le sue lunghe giornate di luce calda e sole forte farĆ arrivare a giusta maturazione.
Re Cavolo, invece, se ne frega. Anzi, a farlo stare bene ĆØ proprio il freddo e il gelo, che ce lo consegna turgido e maturo, al massimo della forma. Per mantenere intatti i suoi elementi antinfiammatori e nutritivi ĆØ importante non eccedere nei tempi di cottura.
I cavoli sono costituiti da composti contenenti zolfo, che ne caratterizzano lāodore non certo gradevole, ma anche da sostanze antiossidanti, quali la vitamina C (in 100 g se ne trova circa 50 mg), gli indoli, protettivi verso diversi tipi di cancro, il gefarnato, che agisce come rinforzante sulla mucosa dello stomaco, nonchĆ© da sali minerali e fibre alimentari.
Come rovescio della medaglia i suoi tiocianati possono interferire con lāassorbimento dello iodio in persone con problemi di funzionalitĆ tiroidea. Infine, apportano uno scarso contributo calorico (25-30 kcal per 100 g).
Salviamo capra e cavoli!

Per ridurre lāodore spiacevole che emana il cavolo quando sta cuocendo, oltre che per mantenere il più possibile intatte le sue proprietĆ , ĆØ consigliabile farlo rapidamente scottare a vapore per poi continuare la cottura in forno, coprendo la pentola con un foglio di carta dāalluminio.
Opportuno anche aggiungere un cucchiaio di farina bianca e qualche goccia di limone nellāacqua di cottura. Se di piccole dimensioni e freschissimo, ĆØ gustoso anche crudo in pinzimonio e, se riusciamo a resistere allāinsana attrazione per pomodori e melanzane cresciuti senza nemmeno un minuto di sole, scopriremo che unāinsalata di cavolo cappuccio regala da sola oltre la metĆ del fabbisogno quotidiano di vitamina.
Pur appartenendo alla famiglia dei cavoli, il cavolfiore se ne distacca per la delicatezza del sapore, la digeribilitĆ e la consistenza carnosa che gli permette di essere facilmente impiegato in purea, pasticci, flan, crocchette, sformati, frittelle, gratin.
Ma lāolfatto non ĆØ lāunico fattore in gioco quando parliamo di emozioni sensoriali e cibo⦠Lo scopriremo insieme la settimana prossima! š

Vi invito inoltre a seguirmi In Tv su Canale Italia martedƬ 26 gennaio dalle ore 20 alle 21 su Canale Italia 83 e su Sky Canale 937 dove prenderò parte al programma televisivo āSulle ali della saluteā. Lāargomento da trattare sarĆ āla sindrome dellāintestino irritabileā.







