Pomodoro 3° parte

C’era un prete in una città di Romagna
che cacciava il naso per tutto
e, introducendosi nelle famiglie,
in ogni affare domestico
voleva metter lo zampino.
Era, d’altra parte, un onest’uomo
e poiché dal suo zelo scaturiva
del bene più che del male,
lo lasciavano fare;
ma il popolo arguto lo aveva
battezzato Don Pomodoro,
per indicare che i pomodori entrano per tutto;
quindi una buona salsa di questo frutto
sarà nella cucina un aiuto pregevole.

Pellegrino Artusi,
La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene,
1891

Pomodoro ed effetti collaterali.

Invece…a voler trovare qualche neo: il pomodoro è ricco di solanina, sostanza naturale, tossica, presente in abbondanza nei pomodori non completamente maturi. Essa è responsabile di mal di testa, dolori addominali e gastrici. Il pomodoro è altresì fonte di istamina, sostanza in grado di scatenare reazioni allergiche talvolta anche gravi. A questo proposito, molte persone sensibili lamentano dermatiti già subito dopo aver curato e tagliato i pomodori, o dopo averli mangiati, anche solo in modeste quantità.

Il pomodoro è un alimento che contiene ossalati, ma la sua eliminazione completa dalla dieta potrebbe non essere necessaria per tutti i pazienti che soffrono di calcolosi renale causata da questa sostanza. Alcuni studi, infatti, suggeriscono che il consumo moderato di pomodori non sia correlato a un aumento significativo dei livelli di ossalati nelle urine.

Tuttavia, in presenza di un’elevata sensibilità, o di una storia di calcoli renali collegati alla presenza di ossalato, può essere opportuno limitarne l’uso.

Come ho accennato nel ripercorrere i ricordi della mia infanzia, a tutt’oggi, l’abitudine di preparare conserve, passati e salse di pomodoro in casa, sopravvive in alcune comunità contadine. Questa tradizione consente di utilizzare pomodori freschi di stagione e di avere un controllo completo sugli ingredienti e sul processo di preparazione.

Preparare a casa conserve di pomodoro consente di conservare i pomodori freschi per periodi prolungati, in modo da poterne fruire durante tutto l’anno. Questo può essere particolarmente utile durante i mesi invernali, quando i pomodori freschi potrebbero non essere facilmente disponibili o potrebbero essere più costosi.

La preparazione del passato di pomodoro in casa offre la possibilità di regolare il grado di cottura e personalizzare il sapore attraverso l’aggiunta di erbe aromatiche, spezie, o altri ingredienti, secondo le preferenze personali, creando condimenti adattati al proprio gusto e alle proprie esigenze culinarie. Si possono utilizzare diverse varietà di pomodori, aggiungere, appunto, erbe aromatiche e spezie secondo le preferenze individuali e controllare il livello di acidità e dolcezza del preparato per ottenere il sapore desiderato.

Certo, tutto questo richiede tempo e impegno, ma offre la possibilità di sperimentare e creare prodotti unici e di alta qualità. Inoltre, questa pratica tradizionale contribuisce a preservare le conoscenze gastronomiche e le tradizioni familiari, di generazione in generazione. Tuttavia, sappiamo che questa non è più la regola e che oggi le conserve, i passati e le salse di pomodoro, possono essere facilmente acquistati nei negozi, garantendo, comunque, la possibilità di godere dei benefici del pomodoro fresco e dei suoi nutrienti.

Consigli per gli acquisti al fine di destreggiarci al meglio tra le corsie del supermercato.

Non di rado siamo confusi su alcuni nomi: il pomodoro lo troviamo come passata, come salsa, come sugo, come polpa, come concentrato. Ci sono preparazioni che ne esaltano le tipologie e le consistenze, altre che, invece, grazie al pomodoro, esaltano altri ingredienti. Ognuna di queste preparazioni ha delle specifiche peculiarità non intercambiabili tra loro.

Differenza tra i prodotti

Pomodori pelati

Si tratta di pomodori maturi, interi, di forma allungata, a cui è stata tolta la buccia e aggiunto succo di pomodoro naturale o semi-concentrato che, per legge, non deve superare il 30% del peso netto. Sono quasi sempre della varietà San Marzano e si tratta di pomodori privi di bucce ma con i semini, “pelati”, appunto. Da questi pomodori possiamo ricavare sia la polpa sia la passata di pomodoro.

Passata di pomodoro

Si tratta di una conserva che si ottiene dalla triturazione del pomodoro, che a sua volta viene poi passato attraverso una serie di setacci per l’eliminazione del materiale di scarto, prevalentemente bucce e semi, per ottenere un prodotto della consistenza desiderata, successivamente concentrato attraverso l’evaporazione controllata di una parte dell’acqua naturalmente presente. Non è possibile aggiungere acqua o concentrato di pomodoro. Unici ingredienti eventualmente ammessi sono: sale, acido citrico, spezie ed erbe, queste ultime, però, quasi mai presenti. In pratica ci riferiamo ad un prodotto ottenuto esclusivamente dal pomodoro fresco e che, per legge, deve mantenere tutte le caratteristiche organolettiche dell’ortaggio. Non può contenere pezzi interi e questo vale per tutte le preparazioni chiamate “passata”, come ad esempio quella di verdure. E’ la forma più indicata per le ricette veloci.

Polpa di pomodoro

Si ottiene da pomodori sottoposti a triturazione, o a taglio, che devono essere privati parzialmente dei semi e delle bucce in modo che sia riconoscibile a vista la struttura fibrosa dei pezzi e dei frammenti. La differenza principale con la passata è che la polpa contiene dei pezzi di ortaggio interi. Alla polpa inoltre possono essere aggiunti più ingredienti rispetto a quelli ammessi per la passata. E’ autorizzata anche l’aggiunta di acqua e di diversi tipi di concentrato di pomodoro. In sintesi, la differenza principale tra polpa e passata di pomodoro sta proprio nell’uso dei pezzi interi.

Nella polpa possiamo trovare pezzi di pomodori tagliati a diverse dimensioni. Ha un sapore più deciso e può sostenere lunghe cotture che, anzi, ne esaltano il sapore. E’ il prodotto meno lavorato e il pomodoro viene semplicemente pelato e spolpato a freddo, poi confezionato a caldo per la pastorizzazione che provvede a eliminare eventuali contaminazioni batteriche. La polpa di pomodoro è “più naturale” rispetto alla passata.

Proseguiremo con una ulteriore e dettagliata distinzione la prossima settimana.

Pomodoro 2° parte

È indispensabile che tutti gli esseri
e tutti i popoli saggi della terra
capiscano che pane e pomodoro è un paesaggio
fondamentale dell’alimentazione umana.
Piatto peccaminoso per eccellenza perché
comprende e semplifica il peccato
rendendolo accessibile a chiunque.
(Manuel Vázquez Montalbán, Ricette immorali)

Licopene

Riallacciandomi al tema della scorsa settimana, in merito ai pregi di questo ortaggio è da menzionare il suo contenuto in licopene, un pigmento vegetale di natura lipidica della famiglia dei carotenoidi.

La principale funzione di questi pigmenti nei vegetali è di essere veri e propri “filtri solari”: essi agiscono catturando le radiazioni non assorbite dalla clorofilla. I carotenoidi sono più di 600 e i principali sono 4: licopene, zeaxantina, luteina e betacarotene. Ne sono particolarmente ricchi la carota, il mango, la zucca, l’anguria, il peperone, l’albicocca e il melone.

Il pomodoro contiene quantità elevate di licopene: da 3 a 40 mg per kg di prodotto fresco, soprattutto nella buccia. E’ un errore scartarlo per ingentilirlo al palato, anzi, dovrebbe essere sempre presente nelle salse!

Nello scegliere i pomodori, conviene privilegiare le varietà cromatiche rosse, che garantiscono una buona provvista di questa straordinaria molecola naturale.

I poteri antiossidanti del licopene sono ormai risaputi: svariate ricerche ascrivono ad esso un notevole fattore protettivo antitumorale (specie per quanto attiene il tumore prostatico), ma anche azione preventiva nelle patologie cardiovascolari. In quest’ultimo caso meglio se il pomodoro è accompagnato da aglio, cipolla, olio extravergine.

Riepilogando: i livelli di licopene in un pomodoro maturo del peso di circa 80-90 g sono circa 4 mg (2.7-9.3 mg/100 g).

Cotto o crudo

Anche i derivati del pomodoro come ketchup (9.9-17.2 mg/100 g) e sugo (13.1-19.7 mg/100 g) sono ottime fonti di licopene. Infatti, a differenza di quanto avviene con le vitamine e la gran parte dei sali minerali, l’assorbimento del licopene migliora con l’aumentare della temperatura del cibo. Per questo motivo salse, passate e ketchup sono una fonte migliore di licopene rispetto al pomodoro fresco. Quando il pomodoro viene riscaldato o cotto, le pareti cellulari si rompono, facilitando il rilascio del licopene e rendendolo più disponibile per l’assorbimento da parte dell’organismo.

Altri  studi suggeriscono che il consumo di pomodori crudi può fornire comunque benefici per la salute, in quanto alcuni composti fitochimici potrebbero essere persi o ridotti durante la cottura.

È pertanto consigliabile includere sia pomodori crudi che cotti nella propria alimentazione per sfruttare tutti i benefici che questo ortaggio può offrire. Come quasi tutto in alimentazione onorare il concetto di varietà e diversificazione.

Il pomodoro è inoltre ricco di potassio, un minerale essenziale per il corretto funzionamento del sistema nervoso e muscolare, e cento g di pomodoro crudo coprono il 22% del fabbisogno giornaliero di vitamina C, ed è risaputo che la vitamina C svolge un ruolo importante nel sostegno del sistema immunitario e nella protezione delle cellule dai danni ossidativi.  

L’aggiunta di flavonoidi potenzia l’attività antiossidante: in tavola pertanto, oltre ai pomodori, conviene essere generosi con mirtilli, tè, broccoli, cavoli, uva. Ma è soprattutto l’aggiunta di olio extravergine di oliva al pomodoro riscaldato che determina un aumento delle concentrazioni di licopene nel sangue, rispetto al consumo di pomodoro non condito.

Anche l’aggiunta di erbe aromatiche alle preparazioni contenenti pomodoro può contribuire ad arricchirne i poteri salutistici. Erbe aromatiche quali basilico, origano, rosmarino, prezzemolo e timo non solo conferiscono sapore e aroma ai piatti, ma possono anche apportare benefici per la salute grazie ai loro contenuti di composti fitochimici quali antiossidanti, (come polifenoli e flavonoidi), in grado di  proteggere le cellule dallo stress ossidativo e contribuire alla prevenzione di malattie croniche come il cancro, le malattie cardiache e le patologie neurodegenerative.

Tali  composti possono lavorare in sinergia con il licopene presente nel pomodoro, potenziandone gli effetti benefici. Ad esempio il basilico contiene anche vitamine e minerali importanti per la salute generale: è una buona fonte di vitamina K, vitamina A, vitamina C, magnesio e calcio. 

Nel preparare una salsa di pomodoro o una passata, l’aggiunta di erbe aromatiche contribuisce ad arricchire il profilo nutrizionale e antiossidante del piatto e migliora il sapore complessivo della preparazione senza dover aggiungere quantità eccessive di sale o altri condimenti meno salutari.

Il modo migliore per sfruttare al massimo i benefici delle erbe aromatiche è utilizzarle fresche, per conservare al meglio i loro composti attivi. Aggiungere le erbe aromatiche verso la fine della cottura aiuta inoltre a preservare il loro sapore e aroma caratteristici.

Buon pomodoro a tutti e continueremo la prossima settimana